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Lettera aperta ai Vescovi della Sardegna

Lettera aperta ai Vescovi della Sardegna. Alle loro E.R. vescovi della Sardegna Mons. Antonio Mura (Nuoro)   Mons. Giuseppe Baturi (Cagliari)  Mons. Sebastiano Sanguinetti (Tempio)  Mons. Roberto Carboni (Oristano}  Mons. Corrado Melis (Ozieri)  Mons. Mauro Maria Morfino (Alghero)  Mons. Gian Franco Saba (Sassari)  Mons. Giovanni Paolo Zedda (Iglesias)  e a tutti i vescovi emeriti,  Paolo Atzei, Giovanni Dettori, Giuseppe Mani, Mosè Garcia, Pietro Meloni, Arrigo Miglio, Antonino Orrù, Tarcisio Pillolla, Sergio Pintor, Antioco Piseddu, Ignazio Sanna, Pier Giuliano Tiddia, Antonio Vacca mi rivolgo a voi, io, ultimo tra i fedeli della Chiesa in Sardegna, costernato, e supplice. Costernato, perchè, in questo tragico momento di pandemia, dove la paura della morte del corpo  fa più paura della paura della morte dell'anima, io, come tanti altri fedeli affidati alla vostra paternità, ci siamo sentiti abbandonati e lasciati al nostro destino...

Recuperare l'umano.

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Cristo in gloria, Abside di San Climent de Tahuil XII sec.,  ora museo dell'arte medievale, Barcellona Di fronte alla pandemia, come alla guerra, o alla crisi economica, all'incertezza sul futuro, o alla disperazione di tanti, ci siamo chiesti più volte:  "Su  che cosa possiamo poggiare la nostra speranza?"  La scuola di comunità di quest'anno riparte da "Il senso religioso".  Nella sua introduzione, al teatro Dal Verme a Milano, Javier Prades,  parlando della situazione del mondo di oggi, definito da Papa Francesco "un cambiamento d'epoca", ci ha invitato a guardare il reale, come indicato da don Giussani all'inizio del libro  con la prima premessa, citando un testo di papa Benedetto XVI°:  “Viviamo un momento di grandi pericoli e di grandi opportunità per l’uomo e per il mondo, un momento che è anche di grande responsabilità per tutti noi. Durante il secolo passato le possibilità dell’uomo e il suo dominio sulla materia sono cresciuti...

Don Giussani: Il digiuno.

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Pieter Bruegel il Vecchio, Banchetto nuziale - Kunsthistorisches Museum Wien La seconda indicazione che la liturgia ci dà come segno della Quaresima, oltre alla preghiera e alla Carità fraterna, è la parola “digiuno”  o  “sacrificio".  Immediatamente questo significa una temperanza nell’impeto, nell’istinto , nell’uso dell’istinto. Temperare, in latino, vuol dire governare secondo lo scopo, "allo scopo di",  sia come direzione sia come tempo:  mantenere la cosa nell’ordine dinamico verso il suo scopo. Potremmo allora tradurre l’invito al sacrificio, alla mortificazione e al digiuno, come fedeltà a ciò che, in quella cosa   in cui ci dobbiamo temperare o mortificare,  è “più significativo”.  C’è, infatti, un significato immediato della cosa: uno ha fame, si avventa; uno prova affezione, “tac”, si “accolla”.   (Ci sarebbe anche un terzo campo, la vanagloria, l’orgoglio, l'affermazione ingorda di sé, la sete di possesso economico-poli...

Etica e vaccini: una doverosa risposta.

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  Rispondo con questo mio post ad un articolo apparso su Libertà e Persona, a firma del dottor Domenico Sambataro, intitolato “Etica e vaccini: facciamo chiarezza” e che porta come sottotitolo "Osservazioni etiche semplici sui vaccini (e tutti gli altri farmaci) studiati su cellule fetali, ovvero sulla responsabilità morale di definire illecito il lecito ", che potete leggere  Qui 1) Iniziamo dal titolo:    Etica e vaccini: facciamo chiarezza. La prima parte sembra essere lo stesso titolo del post di Costanza Miriano del 1 gennaio 2022 (  Qui  ) La seconda parte, dopo i due punti, dice che si vuole fare chiarezza sull'argomento. Perché ci vuole chiarezza? Non cita il nome e il fatto, sta di fatto che una giornalista, credente, che vive la sua fede senza nasconderla e con estrema semplicità, e che ha un grande seguito tra molti da lei stessa accompagnati in un cammino comune di fede, ha sollevato un vespaio facendo alcune osservazioni su Etica e Vaccini. P...

Liberare la Speranza: fede e politica nel terzo millennio. .

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Benedetto XVI al Parlamento tedesco In occasione della Presentazione del libro di Benedetto XVI° “Liberare la libertà. Fede e politica nel terzo millennio”, tenutasi  l’11 maggio 2018,  la  Presidente del Senato, Maria Letizia Alberti Casellati, ha tenuto un discorso che ho trovato molto interessante, sia per il riassunto che in esso fa dei temi trattati nel libro di Benedetto XVI°, sia per la prospettiva attraverso cui lo presenta.  La Presidente Casellati, infatti, introduce il pensiero di Benedetto XVI attraverso l’analisi storica di alcuni concetti basilari del diritto e degli ordinamenti giuridici, fino alla dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo e alla nascita della dottrina sociale della Chiesa. Così facendo risponde in modo del tutto originale a molte delle domande sorte in questi tempi in cui siamo stati privati di molte libertà a causa della pandemia: da dove lo Stato riceve legittimazione nell’esercizio delle sue funzioni? in particolare, uno stato...

Quaresima. Preghiera, il "come" del tempo che passa. (Don Giussani)

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William Congdom, Crocifisso n. 8 Prima caratteristica della preghiera è l a   sicurezza che Egli compirà il suo disegno in noi. Ma c'è anche un'altra implicazione: se la preghiera è l’attesa del Suo manifestarsi, essa ci dà il “come” del tempo che passa. Alzarsi al mattino, bere il caffelatte, prendere il tranvai, andare al lavoro o mettersi in cucina a riordinare tutte le cose, rassettare i letti, scopare, tirar giù le ragnatele, mangiare, riprendere il tranvai, andare a casa, parlare con la gente: questo è il tempo che passa.  Il “come” del tempo che passa, perciò il suo valore, il suo significato, è dato dalla preghiera, che esprime l’attesa del Suo ritorno, cioè la consistenza di tutto.  Per farmi capire, leggerò un brano di una lettera che mi è arrivata: «Tutte le volte che nella liturgia si dice: “Nell’attesa che si compia la beata speranza”, oppure : “Lascia che il tuo servo vada in pace, perché i miei occhi, ormai, hanno visto la tua salvezza”, mi chiedo il...