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Visualizzazione dei post con l'etichetta 21 novembre 1922

A mia madre

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Oggi vorrei il suo abbraccio. Sempre, ogni volta, le sue braccia, le sue guance, il suo petto, le sue mani, il suo calore, il suo sorriso, le sue parole come il suo silenzio mi comprendevano tutto intero. Non so come facesse, ma è come se ogni volta mi partorisse di nuovo. È rimasta dentro il mio cuore, il mio modo di fare, e di pensare. Forse anche un po' dentro il mio modo di amare. Il giudizio, la sicurezza, e l'amore alla verità li ho presi da mio padre. La bellezza è la bontà (quel poco che ho saputo trattenere) li ho presi da mia madre. Ancora adesso è una guida sicura. Chissà come la vedrò, quando la rivedrò.L ei mi aspetta, lo so, ce lo diceva sempre, "ci rivedremo lassù" . Sarà il più grande abbraccio. Oggi la penso, avrebbe compiuto 97 anni. E ringrazio Dio per avermela data, una grande donna, sorella, moglie, per me madre, per tanti amica.  I tuoi occhi grigi, bellissimi, ancora oggi per me sono un incanto.

Mamma

Era bella. La sua figura, non alta, minuta, "sottile", faceva intravvedere un carattere per certi versi umile e dolce, e, in un sol tempo dava un senso di sicurezza. Tanto che, se la incontravi, pur senza conoscerla, non ti era difficile, difficile all'animo, avvicinarla, anzi, lo desideravi, come se sapessi in anticipo che parlare con lei ti avrebbe fatto bene.  Umile, perché aderente alla realtà, a un "dato" visibile, che ci precede.  E mai si sarebbe messa avanti al dato. Ma proprio perché "dato", donato, nulla la intimoriva, nulla la abbatteva. Da questo punto di vista era forte. Quella forza che nasce da una certezza, quella forza che è sicurezza, qundi tranquillità. Ogni circostanza, anche quella che per altri sarebbe stata incomprensibile, per lei era un dono, e accendeva in lei fiducia. Era questo, poi, a renderla  dolce, attenta a tutti, e ad ogni particolare, pronta a servire. I capelli color nocciola, quasi biondi, le scendevano s...