A proposito di fine vita
Pablo Picasso, Scienza e carità, 1897 Barcellona, Museo Picasso
Alcuni interventi per aiutarci a capire cosa è in gioco per tutti noi quando si parla di valore della vita, in particolare (prima e) dopo l'approvazione della legge sulle D.A.T.
1) l’intervento integrale delCardinale Camillo Ruinisull’Evangelium Vitae tenuto sabato 4 novembre all’inaugurazione della Scuola di alta formazione politica della Fondazione Magna Carta.
http://magna-carta.it/articolo/custodire-leccezione-umana-sara-la-fine-delloccidente/#.Wf-KZHQu6JU.twitter
2) Due articoli della dott. Giuliana Ruggieri, medico chirurgo presso l'ospedale di Siena, prima dell'approvazione della legge:
https://www.culturacattolica.it/attualit%C3%A0/in-rilievo/abbiamo-detto-gli-editoriali/guarire-qualche-volta-curare-spesso-prendersi-cura-sempre
https://www.culturacattolica.it/attualit%C3%A0/in-rilievo/ultime-news/2017/11/29/dat-disposizioni-anticipate-di-trattamento-la-frontiera-del-nulla
3) un'intervista ad Assuntina Morresi, Editorialista di Avvenire e scrittrice per l’Occidentale, nonché docente di Chimica Fisica presso il dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie dell’Università di Perugia. Dal 2006 fa parte del Comitato Nazionale per la Bioetica, ed è consulente scientifico per il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin.
Nell'intervista, partendo dalla vicenda di Charlie Gard, spiega in modo chiaro di che cosa si parla quando si parla di fine vita, e quando l'arte medica viene sottoposta al potere dei giudici. E di come, in nome dell’autodeterminazione, si va verso una dittatura dei poteri istituzionali, cioè, alla fin fine, dello Stato.
La dott.sa Morresi dice che "Una volta si dava per scontato il cosiddetto favor vitae, e cioè che la vita fosse il primo fra tutti i diritti, e quindi, nel dubbio, la preferenza era sempre al vivere. Se invece il favor vitae non è più il criterio di giudizio, ma la principale coordinata di riferimento è la qualità della vita, tutto dipende da chi decide, a prescindere dalla volontà della persona interessata. E morire può diventare il massimo interesse".
https://www.thesparklings.it/charlie-gard-eutanasia-di-stato/
4) in un altro articolo, dopo l'approvazione della legge, la dottoressa Morresi dice che "La legge sulle cosiddette «Disposizioni anticipate di trattamento» (Dat) cambia radicalmente alcuni paradigmi fondamentali della nostra società. Perciò è sbagliato dire che si tratta di una possibilità di scelta alla quale chi non è d’accordo semplicemente può non ricorrere. Con questa legge cambia tutto, pure per chi non volesse scrivere alcun testamento biologico".
https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/la-morte-come-diritto-frutto-amaro-delle-dat
5) l'onorevole Eugenia Roccella, una delle poche parlamentari a opporsi, non in modo ideologico ma pieno di ragioni, all'approvazione della legge sulle D.A.T., segnalandoci un caso simile a quello di Charlie Gard, questa volta in Francia, che vede protagonista indifesa una ragazza, Ines, di 14 anni, spiega come "Una volta che i sostegni vitali vengono considerati come terapie sottoposte alla cosiddetta “libera scelta”, e che il criterio del favor vitae è distrutto, il risultato è inevitabile: tutto può essere considerato accanimento
terapeutico, tutto è soggetto a decisioni di terzi, e paradossalmente della “libera scelta” non rimane più nulla. Saranno sempre più spesso i giudici a decidere della vita o della morte di persone non in grado di dare il loro consenso".
https://www.loccidentale.it/articoli/146402/ines-come-charlie-gard-se-anche-la-francia-impone-la-morte-con-sentenza
6) l'approvazione della legge sulle D.A.T. ha introdotto in Italia, in modo mascherato, una forma di eutanasia.
La discussione sul fine vita ha portato alla ribalta il problema, ad esso connesso, dell'accanimento terapeutico, contro cui, in tutto il corso del dibattito, è stato usato, strumentalmente, dai fautori dell'eutanasia.
Alcune vicende, come la morte di Marina Ripa di Meana, vengono utilizzate da alcuni per far passare l'idea che grazie a questa legge "di civiltà", anche in Italia sarebbe ora possibile "evitare l'accanimento terapeutico" ricorrendo alla sedazione palliativa.
In realtà la sedazione palliativa nulla c'entra con la legge sulle D.A.T. da poco approvata, ed è anzi un protocollo di cure già ampiamente usato per togliere il dolore del fine vita, e non ha assolutamente carattere di eutanasia.
Qui di seguito alcuni interventi che spiegano la differenza tra sedazione palliativa ed eutanasia.
- Italo Penco, presidente dei medici palliativisti, dice che: "la confusione è intollerabile: «Le nostre terapie fanno perdere la coscienza nelle ultime ore di vita, non uccidono. Suicidio assistito? Falsa risposta»
https://www.avvenire.it/attualita/pagine/sedazione-profonda-non-eutanasia
- Luciano Orsi, vice presidente dei medici palliativisti, intervistato in proposito, risponde:
https://www.agi.it/cronaca/sedazione_profonda_eutanasia_marina_ripa_di_meana-3343497/news/2018-01-06/
- il prof. Renzo Puccetti, 47 anni, specialista in Medicina Interna, con un Master in Bioetica e Formazione, oltre che referente per l’area bioetica della società medico-scientifica interdisciplinare “Promed Galileo”, e membro della “Research Unit” dell’”European Medical Association, chiariace in che cosa consista la sedazione palliativa.
http://www.lanuovabq.it/it/sedazione-ed-eutanasia-facciamo-chiarezza
Ancora sulla differenza tra sedazione palliativa ed eutanasia, un'intervento della professoressa Maria Luisa Di Pietro, per il centro studi.Rosario Livatino
http://www.centrostudilivatino.it/sedazione-palliativa-nellimminenza-della-morte-o-sedazione-eutanasica/
- il parere di Benedetta Frigerio, giornalista de La Nuova Bussola Quotidiana, e prima di Tempi.
http://www.lanuovabq.it/it/marina-morte-spot-per-leutanasia-e-i-radicali-mietono#.WlFffzQdEUU.facebook
- Testimonianza di padre Vincent Nagle, della fraternità sacerdotale san Carlo Borromeo, che da anni si occupa di assistenza ai malati terminali.
https://youtu.be/9G5gks5lLPU
7) Ancora la dott.ssa Giuliana Ruggieri, sull'arte medica.
http://www.tempi.it/l-opera-darte-del-trapianto#.WlqhtpncnqA
Alcuni interventi per aiutarci a capire cosa è in gioco per tutti noi quando si parla di valore della vita, in particolare (prima e) dopo l'approvazione della legge sulle D.A.T.
1) l’intervento integrale delCardinale Camillo Ruinisull’Evangelium Vitae tenuto sabato 4 novembre all’inaugurazione della Scuola di alta formazione politica della Fondazione Magna Carta.
http://magna-carta.it/articolo/custodire-leccezione-umana-sara-la-fine-delloccidente/#.Wf-KZHQu6JU.twitter
2) Due articoli della dott. Giuliana Ruggieri, medico chirurgo presso l'ospedale di Siena, prima dell'approvazione della legge:
https://www.culturacattolica.it/attualit%C3%A0/in-rilievo/abbiamo-detto-gli-editoriali/guarire-qualche-volta-curare-spesso-prendersi-cura-sempre
https://www.culturacattolica.it/attualit%C3%A0/in-rilievo/ultime-news/2017/11/29/dat-disposizioni-anticipate-di-trattamento-la-frontiera-del-nulla
3) un'intervista ad Assuntina Morresi, Editorialista di Avvenire e scrittrice per l’Occidentale, nonché docente di Chimica Fisica presso il dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie dell’Università di Perugia. Dal 2006 fa parte del Comitato Nazionale per la Bioetica, ed è consulente scientifico per il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin.
Nell'intervista, partendo dalla vicenda di Charlie Gard, spiega in modo chiaro di che cosa si parla quando si parla di fine vita, e quando l'arte medica viene sottoposta al potere dei giudici. E di come, in nome dell’autodeterminazione, si va verso una dittatura dei poteri istituzionali, cioè, alla fin fine, dello Stato.
La dott.sa Morresi dice che "Una volta si dava per scontato il cosiddetto favor vitae, e cioè che la vita fosse il primo fra tutti i diritti, e quindi, nel dubbio, la preferenza era sempre al vivere. Se invece il favor vitae non è più il criterio di giudizio, ma la principale coordinata di riferimento è la qualità della vita, tutto dipende da chi decide, a prescindere dalla volontà della persona interessata. E morire può diventare il massimo interesse".
https://www.thesparklings.it/charlie-gard-eutanasia-di-stato/
4) in un altro articolo, dopo l'approvazione della legge, la dottoressa Morresi dice che "La legge sulle cosiddette «Disposizioni anticipate di trattamento» (Dat) cambia radicalmente alcuni paradigmi fondamentali della nostra società. Perciò è sbagliato dire che si tratta di una possibilità di scelta alla quale chi non è d’accordo semplicemente può non ricorrere. Con questa legge cambia tutto, pure per chi non volesse scrivere alcun testamento biologico".
https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/la-morte-come-diritto-frutto-amaro-delle-dat
5) l'onorevole Eugenia Roccella, una delle poche parlamentari a opporsi, non in modo ideologico ma pieno di ragioni, all'approvazione della legge sulle D.A.T., segnalandoci un caso simile a quello di Charlie Gard, questa volta in Francia, che vede protagonista indifesa una ragazza, Ines, di 14 anni, spiega come "Una volta che i sostegni vitali vengono considerati come terapie sottoposte alla cosiddetta “libera scelta”, e che il criterio del favor vitae è distrutto, il risultato è inevitabile: tutto può essere considerato accanimento
terapeutico, tutto è soggetto a decisioni di terzi, e paradossalmente della “libera scelta” non rimane più nulla. Saranno sempre più spesso i giudici a decidere della vita o della morte di persone non in grado di dare il loro consenso".
https://www.loccidentale.it/articoli/146402/ines-come-charlie-gard-se-anche-la-francia-impone-la-morte-con-sentenza
6) l'approvazione della legge sulle D.A.T. ha introdotto in Italia, in modo mascherato, una forma di eutanasia.
La discussione sul fine vita ha portato alla ribalta il problema, ad esso connesso, dell'accanimento terapeutico, contro cui, in tutto il corso del dibattito, è stato usato, strumentalmente, dai fautori dell'eutanasia.
Alcune vicende, come la morte di Marina Ripa di Meana, vengono utilizzate da alcuni per far passare l'idea che grazie a questa legge "di civiltà", anche in Italia sarebbe ora possibile "evitare l'accanimento terapeutico" ricorrendo alla sedazione palliativa.
In realtà la sedazione palliativa nulla c'entra con la legge sulle D.A.T. da poco approvata, ed è anzi un protocollo di cure già ampiamente usato per togliere il dolore del fine vita, e non ha assolutamente carattere di eutanasia.
Qui di seguito alcuni interventi che spiegano la differenza tra sedazione palliativa ed eutanasia.
- Italo Penco, presidente dei medici palliativisti, dice che: "la confusione è intollerabile: «Le nostre terapie fanno perdere la coscienza nelle ultime ore di vita, non uccidono. Suicidio assistito? Falsa risposta»
https://www.avvenire.it/attualita/pagine/sedazione-profonda-non-eutanasia
- Luciano Orsi, vice presidente dei medici palliativisti, intervistato in proposito, risponde:
https://www.agi.it/cronaca/sedazione_profonda_eutanasia_marina_ripa_di_meana-3343497/news/2018-01-06/
- il prof. Renzo Puccetti, 47 anni, specialista in Medicina Interna, con un Master in Bioetica e Formazione, oltre che referente per l’area bioetica della società medico-scientifica interdisciplinare “Promed Galileo”, e membro della “Research Unit” dell’”European Medical Association, chiariace in che cosa consista la sedazione palliativa.
http://www.lanuovabq.it/it/sedazione-ed-eutanasia-facciamo-chiarezza
Ancora sulla differenza tra sedazione palliativa ed eutanasia, un'intervento della professoressa Maria Luisa Di Pietro, per il centro studi.Rosario Livatino
http://www.centrostudilivatino.it/sedazione-palliativa-nellimminenza-della-morte-o-sedazione-eutanasica/
- il parere di Benedetta Frigerio, giornalista de La Nuova Bussola Quotidiana, e prima di Tempi.
http://www.lanuovabq.it/it/marina-morte-spot-per-leutanasia-e-i-radicali-mietono#.WlFffzQdEUU.facebook
- Testimonianza di padre Vincent Nagle, della fraternità sacerdotale san Carlo Borromeo, che da anni si occupa di assistenza ai malati terminali.
https://youtu.be/9G5gks5lLPU
7) Ancora la dott.ssa Giuliana Ruggieri, sull'arte medica.
http://www.tempi.it/l-opera-darte-del-trapianto#.WlqhtpncnqA

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