Adesso

Quale orizzonte, qui, ora, nel momento presente, che m'impedisca di accartocciarmi, triste,  su me stesso?

Quando l'orizzonte ultimo si fa presente nell'istante, si dipana, prende, riempie, ricopre, dà luce a tutto, come il primo raggio che invade la terra, come una piena che tracima....
quando l'orizzonte ultimo scoppia nel cuore, non c'è più l'attesa,  il domani, il si vedrà, il ma e il se, c'è solo l'oggi, l'ora, l'adesso.
Cosa mi chiede adesso?

Le parole non bastano,  non mi basta capire, ho bisogno che mi vengono date da una mano che mi vuole bene, da due occhi che mi guardano e mi dicono «Giorgio, è per te!
Non un discorso, da condividere o meno: "lasciate che i morti seppelliscano i loro morti", cioè non preoccuparti del domani, cosa mangeremo, di cosa vestiremo, vagli dietro».

Ho bisogno di Cristo, sì, ma ho altrettanto  bisogno che qualcuno me lo porga, che me lo indichi con una mano, con due occhi che mi dicano "tu".
E allora, l'orizzonte esplode, e nulla mi tiene, è come se Lui mi fosse davanti,  gli vado dietro, sono adesso con Lui, dove Lui vuole.

03/04/2017

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