Ho trovato quello che stavamo cercando
"Quando, più avanti nel tempo, ho cominciato a dare del "tu" a don Giussani, non è stato per una conquistata maggiore confidenza, ma per il coraggio di affermare di fronte a lui di voler partecipare di quell'umanità e di quella vita e quindi di essere non più semplicemente un seguace, ma un compagno di cammino.
Don Giussani ci ha sempre invitato a essere non solo discepoli, persone cioè che condividono una impostazione e delle idee, ma figli, persone che partecipano della medesima esperienza umana e religiosa. Come tali, a nostra volta, secondo la particolare intonazione di ciascuno, padri."
(Marco Mazarino De Petro)
Leggendo questo piccolo pezzo, postato su fb da Valerio Nassi, mi si riempie il cuore di commozione e gratitudine.
Perché quello che Marco De Petro ha qui scritto è, al tempo stesso, quello che io, senza che lui me lo dicesse direttamente, ho sempre visto nell'agire di Marco De Petro. Lui non è mai stato un seguace di don Giussani, ma un figlio, e a sua volta era, per chi gli stava accanto, un padre, o almeno un fratello più grande. Stando vicino a lui io ho imparato per osmosi.
Per esempio, facendo politica non ci insegnava solo la politica, ma ci insegnava a seguire don Gius, e a seguire Cristo.
Così sono i figli del Gius!
GRAZIE don Gius, e grazie Marco De Petro.
testimonianza tratta da:"Ho trovato quello che stavamo cercando" a cura di Robi Ronza e Giuseppe Zola)

Commenti
Posta un commento
Metti qui un tuo commento, anche se breve