Maestro, non t'importa che siamo perduti?
L'omelia ascoltata ieri a messa, don Massimiliano, Chiesa di San Giuseppe.
«Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva».
È il silenzio di Dio, che tanto ci fa paura.
E allora ci spaventiamo e lo svegliamo, e lo rimproveriamo pure:
«Maestro, non t’importa che siamo perduti?». .....
Ma la paura non nasce dalla tempesta, ma dalla poca fede:
«Perché avete paura? Non avete ancora fede?».
E la poca fede da dove viene?
È una mancanza di conoscenza.
Infatti:
Il Signore prese a dire a Giobbe in mezzo all’uragano: «Chi ha chiuso tra due porte il mare, quando usciva impetuoso dal seno materno,...... quando gli ho fissato un limite,e gli ho messo chiavistello e due porte dicendo: “Fin qui giungerai e non oltre e qui s’infrangerà l’orgoglio delle tue onde”?».
È un problema di conoscenza, perché, per l'influsso che il mondo ha su di noi (che possiamo anche chiamare peccato originale), siamo portati a ragionare da uomini, a preoccuparci, a pretendere, pensando "quando finirà?".
E non sappiamo guardare al fondo del nostro bisogno.
Quanto è profondo il mare del nostro bisogno, del nostro dolore? Fin dove potrà arrivare? Se guardi in basso, non ne vedrai mai il fondo, se invece guardi in alto:
«Gli ho fissato un limite, e gli ho messo un chiavistello, "fin qui giungerai, non oltre".»
Non avere paura del male, il male c'è, ma ci sono Io con te, e io al male ho fissato un limite. E tu puoi camminare tranquillo, perché il male non vincerà, perché non può andare oltre il limite che io gli ho messo".
Non è una paura che si supera studiando, sforzandosi di capire, è molto più semplice.
Perché è venuto lui stesso a spiegarcelo, Lui che è morto e risorto per noi:
«Cosicché non guardiamo più nessuno alla maniera umana; perché se uno è in Cristo, è una nuova creatura."
Allora, non dobbiamo chiedere?
Dobbiamo continuare a chiedere, a svegliarlo, non però con il timore di perderci, ma con una certezza. Che Lui è il Signore della nostra vita, qui, oggi, è presente e ci accompagna nel cammino.
Con i nostri problemi, i nostri limiti, il nostro male. Ma Lui c'è.
«non guardiamo più nessuno alla maniera umana, perchè le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove»
27/07/2015
«Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva».
È il silenzio di Dio, che tanto ci fa paura.
E allora ci spaventiamo e lo svegliamo, e lo rimproveriamo pure:
«Maestro, non t’importa che siamo perduti?». .....
Ma la paura non nasce dalla tempesta, ma dalla poca fede:
«Perché avete paura? Non avete ancora fede?».
E la poca fede da dove viene?
È una mancanza di conoscenza.
Infatti:
Il Signore prese a dire a Giobbe in mezzo all’uragano: «Chi ha chiuso tra due porte il mare, quando usciva impetuoso dal seno materno,...... quando gli ho fissato un limite,e gli ho messo chiavistello e due porte dicendo: “Fin qui giungerai e non oltre e qui s’infrangerà l’orgoglio delle tue onde”?».
È un problema di conoscenza, perché, per l'influsso che il mondo ha su di noi (che possiamo anche chiamare peccato originale), siamo portati a ragionare da uomini, a preoccuparci, a pretendere, pensando "quando finirà?".
E non sappiamo guardare al fondo del nostro bisogno.
Quanto è profondo il mare del nostro bisogno, del nostro dolore? Fin dove potrà arrivare? Se guardi in basso, non ne vedrai mai il fondo, se invece guardi in alto:
«Gli ho fissato un limite, e gli ho messo un chiavistello, "fin qui giungerai, non oltre".»
Non avere paura del male, il male c'è, ma ci sono Io con te, e io al male ho fissato un limite. E tu puoi camminare tranquillo, perché il male non vincerà, perché non può andare oltre il limite che io gli ho messo".
Non è una paura che si supera studiando, sforzandosi di capire, è molto più semplice.
Perché è venuto lui stesso a spiegarcelo, Lui che è morto e risorto per noi:
«Cosicché non guardiamo più nessuno alla maniera umana; perché se uno è in Cristo, è una nuova creatura."
Allora, non dobbiamo chiedere?
Dobbiamo continuare a chiedere, a svegliarlo, non però con il timore di perderci, ma con una certezza. Che Lui è il Signore della nostra vita, qui, oggi, è presente e ci accompagna nel cammino.
Con i nostri problemi, i nostri limiti, il nostro male. Ma Lui c'è.
«non guardiamo più nessuno alla maniera umana, perchè le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove»
27/07/2015
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