Noi siamo quelli che aspettano... i bambini

E’ tutto vecchio e anonimo qui, e questa sera riesco a stento ad aggiornare la lista dei nomi e già è tanto: far conoscere i nomi a più persone possibili; raccontare di Charlie, Isaiah, ora Alfie.


L’Apocalisse è “un nome nuovo”: “Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese: Al vincitore darò la manna nascosta e una pietruzza bianca sulla quale sta scritto un nome nuovo, che nessuno conosce all'infuori di chi la riceve.” (Apocalisse 2, 17.)

Noi continuiamo ad aspettare.

Noi siamo quelli che aspettano.
Voi chi siete?
Fra gli uomini vivi, pochi sono così nemici
come noi che aspettiamo e gli Erode in toga nera e camice bianco.
Lottiamo contro questi nemici. Preghiamo per questi nemici.
Noi siamo quelli che aspettano i bambini.
Come sono, come saranno.
Forti e sani, deboli e malati.
Recuperabili, inguaribili...
Li aspettiamo come siamo, come saremo.
Finché Dio vuole. Come Dio vuole.
Li aspettiamo sempre, per sempre.
Affinché vivano, tanto o poco cosa conta?
condividendo con loro, per loro, la certezza
per cui li aspettiamo: più forte della morte è l’Amore.
Di tutte le cose piccole e grandi che si possono fare, noi saremmo felici di poter aspettare. Per sempre.
É vero piccolo non tutto è perfetto.
Si può stare anche MOLTO MALE.
Tutti prima o poi si muore.
Eppure vivere è bene. Alfie sei un bene.
È bene che tu ci sia, adesso come sei.
Non diverso; non sano.
C'è una Luce che illumina ogni bambino
che nessun giudizio ha il diritto di tentare di spegnere.
Mai. Risplenderà nel Giudizio ricacciando via le tenebre e nelle tenebre chi non ha voluto accogliere la Luce. Anche tu risplenderai, Alfie!
Come Charlie, Isaiah e i tanti altri nomi, sconosciuti ai più, ma conosciuti da Dio.
Per questo, di tutte le cose piccole e grandi che si possono fare, noi saremo felici di poter dire, in questa o nell'altra vita: “ti abbiamo aspettato.”

Se proprio non capite, non sapete, non volete, non potete…
Lasciate che i piccoli vengano a noi.
Se siete migliori di noi, e per tanto pure lo siete, noi comunque siamo quelli che aspettano.
Chiunque voi siate. Noi siamo quelli che aspettano i bambini.
Siamo ostetriche, medici, insegnanti.
Padri e madri.
Chiunque voi siate. Noi siamo quelli che aspettano i bambini.
Voi chi siete?

Pietro Gargiulo
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