In preparazione alla Cresima (1): I CAVALIERI DELLO SPIRITO SANTO


Cosa ci conviene fare, in queste ultime lezioni di catechismo, questo ultimo mese prima della Cresima?
Useremo questo poco tempo per terminare quanto finora non eravamo riusciti a terminare,
oppure faremo un riassunto di tutto il lavoro fatto in questi anni?

La prima cosa non servirebbe a nulla.
La seconda sembra  troppo lunga, ma potrebbe aiutarci a segnare il cammino fatto fin qui, per concentrarci meglio su che cosa andremo a fare con la Cresima. Proviamoci, cercando di arrivare subito al dunque, è perciò proviamo a rispondere a due domande:  perché questo cammino e questa fatica? E perché ricevere la Cresima?

Abbiamo iniziato questo cammino, quattro anni fa, parlando del senso religioso che sta nel cuore di ogni uomo, anche l'uomo delle caverne, quell'insieme di esigenze di bellezza, verità, giustizia, felicità, il desiderio di compimento, che abbiamo chiamato la ricerca di Dio, che è quello che rende l'uomo uomo.

Abbiamo poi visto che con tutti i suoi sforzi l'uomo non riuscirebbe a capire nulla del Mistero di Dio, può solo cercare come a tentoni.
Abbiamo visto che Dio si è rivelato all'uomo, nella Bibbia, attraverso i patriarchi, Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe e i suoi fratelli, Davide, Mosè, i profeti, fino al momento in cui Dio stesso è venuto tra noi, mandando suo Figlio, Gesù.
Abbiamo imparato a conoscere Gesù tramite i Vangeli, in particolare ci siamo soffermati sulla sua vita pubblica, le parabole, i miracoli, gli insegnamenti, il discorso della montagna, e poi la sua morte in Croce e la sua Risurrezione. E infine abbiamo imparato come il cristianesimo si è diffuso nel mondo, attraverso i 12 apostoli e poi tutti quelli che li hanno seguiti, una storia che è arrivata sino a noi, attraverso nostro padre e madre, i sacerdoti, i catechisti, e quanti altri ci hanno introdotto alla fede.

Abbiamo incontrato Gesù, ricevendolo nel sacramento della Eucarestia. Abbiamo voluto andare a  questo incontro solo dopo averlo conosciuto.  Ed abbiamo capito che l'Eucarestia non è un ricordo di un fatto avvenuto 2000 anni fa, e neppure un segno che ce lo rappresenta, ma è Gesù Cristo veramente presente sotto le specie del pane e del vino, qui ed ora.
Abbiamo fatto questo cammino capendo, a mano a mano, che cosa è la vita della Chiesa, e che cosa sono i sacramenti, veri aiuti di Grazia santificante, abbiamo detto che sono segni efficaci della Grazia, efficaci, cioè che ottengono, miracolosamente, il loro scopo, che è santificarci.

Negli ultimi due anni abbiamo parlato delle virtù del cristiano, e ci siamo soffermati in particolare sulle tre virtù teologali:
la Fede, di cui abbiamo detto che è un metodo di conoscenza, indiretta, per testimoni, perfettamente ragionevole, che non serve per ottenere una conoscenza scolastica, ma che coinvolge tutta la persona, c'entra con tutto della nostra vita, e chiede una nostra libera risposta.
la Speranza, che non è insicurezza, ma nasce proprio dalla certezza della fede e illumina il presente facendoci presentire il nostro futuro buono.
e la Carità, che è lo sguardo sempre rivolto a Gesù, per cui la prima carità è testimoniare Gesù Cristo.

Ed eccoci arrivati al termine del percorso: la Cresima
Abbiamo detto che la Cresima, o Confermazione, è essere confermati da Dio tramite lo Spirito Santo: Dio, dopo averci generato come cristiani nel Battesimo, ci ridice il suo sì, e ci dà i suoi sette doni per aiutarci a vivere da Cristiani e ad essere suoi testimoni.

Abbiamo visto dettagliatamente i sette doni dello Spirito Santo, e ci siamo soffermati sull'ultimo di essi, il timore di Dio, dicendo che  non significa «paura di Dio», ma senso di responsabilità e di fedeltà alla sua legge, un dono che ci rende consapevoli delle nostre colpe, e al tempo stesso dell'amore infinito di Dio. Abbiamo anche detto che da questo dipende tutta la. pratica delle virtù cristiane. 


Ma quali sono le armi del Cristiano, dei soldati di Gesù, come si diceva una volta, o dei suoi testimoni, come possiamo continuare a dire oggi?

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Fede



Fede, che è innanzitutto un metodo di conoscenza, una conoscenza indiretta, tramite dei testimoni, che ci appaiono in tutto e per tutto credibili. Abbiamo detto che la fede, comunque, non esclude un'alea di Mistero. E per vincere il timore o i dubbi che questo comporta, occorre paragonare tutto ciò che ci accade con il nostro cuore, verificare se quello che diciamo di credere, nell'affrontare tutte le circostanze della vita, veramente ci corrisponde, corrisponde in tutto alla nostra esigenza di verità, giustizia, bellezza, compimento. Si chiama verifica della fede, e avviene sempre non in modo intimo e sentimentale, ma nel paragone con la realtà. Facendo questo paragone, abbiamo imparato a recitare il Credo, cioè il simbolo della nostra fede, con più consapevolezza.

Carità



Abbiamo parlato della Carità, che è la virtù più bella.
Ha lo sguardo sempre rivolto a Gesù, con una mano gli offre il suo cuore, e se lo vede restituito di nuovo, mentre con l’altra mano offre al prossimo una canestra piena. Ma il suo offrire nasce sempre dalla gratitudine per l'amore di Dio. La prima carità è donare Cristo agli altri. 

Speranza



Per ultima abbiamo parlato della Speranza.
Nell'immagine di Giotto vola verso l'alto, con le mani protese in attesa di farsi incoronare da Cristo nel Paradiso, perché è certa di essere beatificata nei cieli.

La speranza nasce sempre da una certezza, dalla fede.



Il corpo, il capo, le braccia, ogni dettaglio ripropone il Cristo dell’Ascensione. L’ala della speranza ha la stessa forma del lembo del mantello sollevato di Gesù che ascende al cielo, perché ciò a cui tende è appunto il paradiso.

La speranza non è l'attesa di un futuro, la speranza è per l'oggi. E' la certezza che la vita sarà bene per noi, perché va dove Dio la conduce, e allora sei contento, qualsiasi cosa accada, anche faticosa, anche avversa, perché sai che Dio porta sempre a termine le sue promesse.

La speranza è per il presente, infatti nasce dalla fede che cambia la vita.
Cosa cambia la fede della tua vita? Cosa sarebbe la tua vita ora, senza la fede? Sarebbe uguale?
O fonderesti la tua speranza solo sul futuro, o sui successi, sulla riuscita, sui soldi...?
Allora vedi che ti cambia, ti dà un senso per il vivere, per il vivere oggi, non hai bisogno di aspettare domani!  La fede di solito non stravolge nulla, ma cambia il modo di fare le solite cose.

La Cresima è quel sacramento istituito da Gesù, che ci rende perfetti cristiani.

Ma che cosa è la Cresima, detta anche Confermazione? 

Qualcuno dice che è il sacramento con cui i ragazzi confermano il Battesimo, che i genitori hanno loro dato quando erano troppo piccoli per capire e per esprimere la loro volontà. 
Ma se fosse così, la Cresima non sarebbe un sacramento, non sarebbe un dono, bensì solo un impegno. 

La Confermazione è, invece, essere confermati da Dio. 
Dio, dopo averci generato come cristiani nel Battesimo, ci ridice il suo sì, ci dice che non si è pentito di averci dato la sua Grazia, anzi ci manda lo Spirito Santo, ci dona la sua forza, perché possiamo essere sicuri che riusciremo a vivere una vita bella se accetteremo il suo aiuto.

Quando vostro padre vi vede fare qualcosa a cui voi tenete, se vi dice: “Bravo, sono fiero di te, è bello quello che stai facendo, vai avanti così", voi ne siete contenti o no? E non solo ne siete contenti, ma vi viene voglia di fare anche di più! 

Lo stesso è con lo Spirito Santo, con il dono della Confermazione e della sua forza, Dio vuole dirvi che è contento di voi e vuole spronarvi nel cammino della vita. 
Ce la farete a divenire un giorno sposi, padri, madri, cittadini e, insieme, cristiani.

Confermazione evoca l’idea della forza, del coraggio, della sicurezza di essere in grado di fare il bene, se Dio ce ne da la forza.

A voi non basta più quello che vi si dava e vi si chiedeva da bambini, avete bisogno che si alzi l'asticella, che i grandi attorno a voi inizino a considerare i vostri desideri, i vostri progetti, a guardarvi da grandi, in un futuro. Ma anche gli adulti si aspettano questo da voi!
E volete che Dio non sia un discorso che vi hanno insegnato, volete poter parlare a tu per tu con questo Dio, per vedere se è un Dio lontano o se invece c'entra con la vostra vita: un Dio che non c'entrasse con tutto della vostra vita non varrebbe la pena; se non c'entrasse con tutto sarebbe solo un'idea, un sentimento, e, che ci sia o non ci sia, non cambierebbe nulla. 

Per voi, adesso, essere all'altezza della parola data,  saper difendere gli amici più deboli, saper amare gli amici, i genitori,  e le ragazze e i ragazzi, e così via, sono cose importanti e volete che tutte queste cose siano una scelta vostra, responsabilità vostra, perché ci credete. Volete essere protagonisti.  Per questo serve una Forza più grande, ed ecco che la Chiesa, nella sua sapienza amorevole, vi offre questo aiuto, che, lo sappiamo, è un Sacramento, e quindi è efficace: segno visibile ed efficace della Grazia. 

Gesù ce lo ha donato, è Lui che ci Conferma come "Suoi", suoi fratelli, suoi amici, una volta si diceva suoi soldati, oggi si dice suoi testimoni. 

Serve forza per amare. Ecco perché abbiamo bisogno della Cresima.
La Cresima non aggiunge apparentemente nulla al Battesimo. Lo Spirito è già stato dato. Ma  in realtà la Cresima aggiunge, invece, tantissimo: perché Dio conferma ciò che ha donato. Non basta che Dio sia nostro Padre, ma vuole che ne siamo veramente convinti, che non dubitiamo dell’amore che ci ha dato e che ci darà, che capiamo che Lui è sempre con noi. 

Fare esperienza dello Spirito non è fare una sola volta un gesto liturgico. 
Fare esperienza dello Spirito è essere così permeati dallo Spirito che qualsiasi cosa accade noi sappiamo credere, sperare, amare. 
Come uno che inizia a giocare a pallone o a pallavolo o a Basket, non è un campione fin dal primo momento, ma più gioca, e più segue gli insegnamenti dell'allenatore, più diventa bravo, e più ci si appassiona.


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Guardiamo adesso questo dipinto:

El Greco, museo del Prado - Madrid


Nel dipinto di El Greco i personaggi sembrano ruotare avvolgendo la figura di Maria, posta al centro, e lo Spirito è rappresentato da delle fiammelle, ognuna sulla testa di ciascun Apostolo.
Maria dunque al centro, tutti ruotano intorno alla sua figura, e lo Spirito scende su ciascuno. Come dice la preghiera che abbiamo imparato da don Giussani: "Veni Sancte Spiritus, veni per Mariam" Vieni Santo Spirito, vieni attraverso Maria. 

Ci sarebbe da parlare molto della simbologia di queste figure. Ma in questo contesto mi interessa soprattutto soffermarmi sugli effetti dello Spirito.

Innanzitutto Gesù, prima di salire al cielo, ci ha promesso che non ci avrebbe lasciati soli:
"sarò con voi tutti i giorni sino alla fine del mondo".
E come fa a stare con noi, a non lasciarci soli? 
Il centro della vita del cristiano è l'Eucarestia, in cui Cristo è veramente con noi, attraverso la Sua passione e morte e la Sua Resurrezione: "fate questo in memoria di me" significa non solo la comunione, ma vuol dire "fate tutto in memoria di me".
E come facciamo noi a fare tutto in memoria di Lui? Attraverso lo Spirito Santo, che è la potenza di Cristo risorto, e che è Spirito di Carità. È lui la forza che ci muove!

Perché abbiamo bisogno dello Spirito?
Giovanni qualifica lo Spirito come il ‘Paraclito’, che significa: avvocato, soccorritore, difensore, consolatore. Lo Spirito, cioè, è il nostro avvocato. Abbiamo bisogno di un avvocato? Contro chi?

Lo Spirito è il nostro difensore, il nostro avvocato, contro il male.

Egli si pone dunque contro il diavolo, che è l’‘accusatore’, il calunniatore, il "no" alla vita, a Dio. 
Lo Spirito è il ‘sì’, come lo è Cristo. A ciò corrisponde il forte accento che San Paolo pone sulla gioia. Lo Spirito – potremmo dire – è Spirito della gioia, del vangelo.

Come lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza?  
Attraverso i Suoi sette doni.

Le virtù soprannaturali, donateci da Dio, ci danno la capacità di condurre una vita buona.
Ma la via del cielo è così ripida che le virtù da sole non bastano, e occorre che Dio stesso ci porti e ci sospinga in alto.
Le virtù sono come i remi coi quali noi conduciamo la barca della nostra anima attraverso il mare del tempo.


Potremmo anche pensarle come ali con le quali ci solleviamo sopra noi stessi verso Dio.
Soltanto che noi siamo troppo deboli per muovere quei solidi remi e per agitare quelle ali potenti. E, lasciati alle sole nostre forze, cadremmo ben presto oppressi di stanchezza. 
Perciò lo stesso Spirito Santo che ci ha fornito i remi e le ali deve darci anche una vela, che Egli stesso, come un vento potente, farà gonfiare. È un po' come un forte vento che viene dal cielo, per spingere la nostra barca e per sostenere il nostro volo, come nel giorno di Pentecoste. Questa vela, vale a dire gli aiuti che ci vengono da Dio, sono i sette doni dello Spirito Santo.

I sette doni dello Spirito Santo sono come la molla delle virtù soprannaturali e ci danno una maggiore capacità di  capire Dio, di seguirne i consigli, e di metterli in atto.

Essi sono sette perché ogni dono dello Spirito Santo aiuta una delle sette virtù soprannaturali, cioè le tre teologali e le quattro cardinali, donateci da Dio per combattere i sette Vizi capitali, da cui continuamente siamo attratti, e da cui derivano tutti gli altri vizi.

Soffermiamoci un istante sull'ultimo di questi sette doni, il Timore di Dio.
Il Timor di Dio non significa «paura di Dio», ma senso di responsabilità e di fedeltà alla sua legge.
Rende consapevoli delle proprie colpe, e insieme dell'amore di Dio.

Chi ha timor di Dio sa che noi non siamo definiti dalle nostre capacità o incapacità, e neppure delle cose che possediamo, né dalla quantità delle cose che facciamo, ma dal rapporto con Dio. Così noi non ci disperiamo mai, non pensiamo mai di essere inutili o di essere trovati "scarsi" davanti a Dio, o al contrario non ci insuperbiamo mai, e ripartiamo sempre con il desiderio di non recare a Lui dispiacere, di non offenderlo in nulla, di «rimanere» e di crescere nella CARITÀ.

Da questo dipende tutta la pratica delle virtù cristiane, e specialmente dell'umiltà, della temperanza, della castità, della mortificazione dei sensi.


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« Carissimi giovani, abbiamo visto che è lo Spirito Santo a realizzare la meravigliosa comunione dei credenti in Cristo Gesù. Fedele alla sua natura di datore e insieme di dono, egli è ora all’opera mediante voi.

Ispirati dalle intuizioni di sant’Agostino, fate sì che
l’amore unificante sia la vostra misura;
l’amore durevole sia la vostra sfida;
l’amore che si dona la vostra missione!

(...)
 Come la Chiesa compie lo stesso viaggio con l’intera umanità, così anche voi siete chiamati ad esercitare i doni dello Spirito tra gli alti e i bassi della vita quotidiana.
Fate sì che la vostra fede maturi attraverso i vostri studi, il lavoro, lo sport, la musica, l’arte. Fate in modo che sia sostenuta mediante la preghiera e nutrita mediante i Sacramenti, per essere così sorgente di ispirazione e di aiuto per quanti sono intorno a voi.

(...)
Essere veramente vivi è essere trasformati dal di dentro, essere aperti alla forza dell’amore di Dio.
Accogliendo la potenza dello Spirito Santo, anche voi potete trasformare le vostre famiglie, le comunità, le nazioni.

Liberate questi doni!
Fate sì che sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timor di Dio siano i segni della vostra grandezza!

(Benedetto XVI° 19.07.08)


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Disclaimer:
quanto qui riprodotto è il resoconto puntuale dell'ultimo mese di lezioni di catechismo da me tenute, a braccio, nel mese di maggio 2019
 (parrocchia di San Francesco a Sassari). 
Alcune parti, riassuntive, nascono direttamente dal dialogo fatto di domande e risposte con i ragazzi che si preparano alla Cresima.
Per questo non ha alcuna pretesa di completezza, ed è presentato in maniera discorsiva.
I testi utilizzati per la preparazione, e qui citati a braccio , dove non sia già dichiarata la fonte, sono:

1) Cappella degli Scrovegni:
"Il Vangelo secondo Giotto" di Roberto Filippetti, ed. Itaca.

2) I Vizi, le virtù e i doni dello Spirito Santo:
- catechesi di padre Maurizio Botta e padre Andrea Lonardo dell'ufficio catechistico della diocesi di Roma, su youtube
- Cinquepassi.org
- Gliscritti.it
- Giovanni Paolo II°, catechesi sui doni dello Spirito Santo, da aprile a giugno 1989, in Vatican.va

3) il significato della Cresima:
- gliscritti.it
- padre Maurizio Botta cit. supra
- J. Ratzinger, "Il Dio di Gesù Cristo. Meditazioni sul Dio Uno e Trino" Queriniana-Brescia).
- Joseph Ratzinger, Der Gott Jesu Christi ll Dio di Gesù Cristo
- Benedetto XVI all'Ippodromo di Randwick - Sidney (Australia) sabato 19 luglio 2008
-Benedetto XVI° visita pastorale alla diocesi di Milano, incontro con i cresimandi allo stadio Meazza, giugno 2012, in vatican.va

4) i testi del servo di Dio Mons. Luigi Giussani, sono tratti dal sito ufficiale di CL (clonline.org)

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