A proposito di: commissione contro l'odio...
Era stato messo in una sottocommissione d'una sottocommissione che era sorta da una delle innumerevoli commissioni incaricate di occuparsi di certe minuzie riguardanti la compilazione dell'Undicesima Edizione del Dizionario della Neolingua. Erano occupati a compilare una certa cosa che veniva chiamata Rapporto Provvisorio, ma Winston non era mai riuscito a capire bene in che cosa consistesse la materia di cui era oggetto quel rapporto. Doveva essere qualcosa che aveva a che fare col problema se le virgole avessero dovuto inscriversi dentro alle parentesi, o rimanere fuori.
Ma dove esisteva quella nozione?
Solo nella sua coscienza, la quale, in ogni caso, doveva essere presto annullata. E se tutti gli altri accettavano quella menzogna che il Partito imponeva (se tutti i documenti ripetevano la stessa storiella), la menzogna diventava verità e passava alla storia.
“Chi controlla il passato” diceva lo slogan
del Partito “controlla il futuro: chi controlla il presente, controlla il passato.”
(...) Era semplicissimo. Tutto quel che si richiedeva era soltanto una
serie infinita di vittorie sulla propria stessa memoria.
“Controllo della realtà”, lo chiamavano: e in neolingua bispensiero.
“Controllo della realtà”, lo chiamavano: e in neolingua bispensiero.
Un lavoro così delicato, di solito, non veniva mai affidato a una sola persona: e d'altra parte metter la cosa in mano a una specie di commissione sarebbe stato come ammettere che una qualche sorta di falsificazione stava pur fabbricandosi.
Era molto probabile che non meno d'una dozzina di impiegati stessero in quel momento redigendo, in feconda rivalità, diverse versioni del vero discorso del Gran Fratello. E quindi qualcuna delle menti dirigenti del Partito Interno avrebbe scelto la versione più soddisfacente, l'avrebbe ristampata, e avrebbe insomma messo in moto il complesso di verifiche e sostituzioni che si rendeva necessario, e quindi la menzogna scelta sarebbe passata nei documenti permanenti e sarebbe divenuta verità.
Era molto probabile che non meno d'una dozzina di impiegati stessero in quel momento redigendo, in feconda rivalità, diverse versioni del vero discorso del Gran Fratello. E quindi qualcuna delle menti dirigenti del Partito Interno avrebbe scelto la versione più soddisfacente, l'avrebbe ristampata, e avrebbe insomma messo in moto il complesso di verifiche e sostituzioni che si rendeva necessario, e quindi la menzogna scelta sarebbe passata nei documenti permanenti e sarebbe divenuta verità.
Mantenere uno stretto controllo su di essi era facilissimo. Qualche agente della Psicopolizia non mancava mai d'aggirarsi frammezzo ad essi, spargendo false notizie e segnando su un taccuino i nomi e facendo sparire dalla circolazione coloro che sembravano tradire i segni di poter diventare pericolosi.

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